Piacenza

Mezza giornata a Piacenza: cosa vedere e cosa mangiare

Quasi tutti i nostri ospiti restano una notte sola. Passano di qui per lavoro, per una visita, per spezzare un viaggio verso il sud o verso le Alpi. Ecco come spendere bene le poche ore che avete.

Luce del mattino nel soggiorno della villetta

Piacenza è una città di passaggio, e lo sa. Sta dove l'Emilia comincia, a un'ora da Milano e a due da quasi tutto il resto del nord. Quasi nessuno ci viene apposta, il che è esattamente il motivo per cui è ancora piacevole: nessuna fila, nessun prezzo gonfiato, nessun centro storico trasformato in vetrina.

Con tre o quattro ore si vede la parte migliore camminando. Dal B&B sono venti minuti a piedi, oppure otto minuti di bus con le linee N1 o N16 che fermano davanti al cancello.

Le due ore essenziali

Piazza Cavalli è il punto di partenza obbligato. Prende il nome dai due cavalli di bronzo che la occupano, i monumenti equestri dei Farnese fusi nel Seicento da Francesco Mochi: sono considerati fra i migliori del barocco italiano, e li si guarda meglio da lontano, in diagonale. Alle loro spalle c'è il Gotico, il palazzo comunale del 1281, in marmo rosa e mattoni, con un porticato che sembra costruito per fare ombra alle biciclette.

Da lì, cinque minuti a piedi portano al Duomo, romanico, severo fuori e sorprendente dentro: la cupola è affrescata dal Guercino e c'è un ballatoio da cui si può salire a vederla da vicino, quando è aperto. Vale la pena chiedere.

Se vi restano quaranta minuti, la scelta è fra due cose molto diverse. Palazzo Farnese, enorme e incompiuto, custodisce il Fegato etrusco di Piacenza, un modello in bronzo del III secolo a.C. usato per predire il futuro: piccolo, strano, difficile da dimenticare. Oppure la Galleria Ricci Oddi, una raccolta di pittura italiana dell'Otto e Novecento in un edificio bellissimo e quasi sempre vuoto, dove è tornato il Ritratto di signora di Klimt, rubato nel 1997 e ritrovato nel 2019 dentro un'intercapedine del muro del giardino. Sì, quel muro.

Il tavolo della colazione apparecchiato
Il giardino della villetta in fiore

Cosa mangiare, e non sbagliare

Qui si mangia bene e si mangia denso. Se avete un pasto solo, sceglietelo così:

  • Pisarei e fasò. Il piatto di Piacenza. Gnocchetti di pane raffermo fatti a mano con il pollice, con un sugo di fagioli borlotti e lardo. Non è elegante ed è perfetto.
  • Tortelli con la coda. Ripieni di ricotta ed erbette, chiusi con una treccia lunga che serve a tenere il burro. Si riconosce subito chi li ha fatti a mano.
  • Anolini in brodo. Da ottobre in poi, e nei giorni in cui la nebbia scende sul Po.
  • I tre salumi DOP. Coppa, pancetta e salame piacentino. Piacenza è l'unica provincia italiana con tre DOP di salumi. Un tagliere e basta è già un pranzo.
  • Chisulén e burtleina. Pasta fritta e frittelle salate, da mangiare con i salumi. È il modo locale di fare aperitivo.
  • Gutturnio. Rosso dei Colli Piacentini, spesso frizzante. Se vi sembra strano un rosso con le bollicine, è perché non l'avete ancora provato con la coppa.

A duecento metri da casa nostra c'è una salumeria che fa un tagliere onesto, e a cento metri una pizzeria dove andiamo anche noi quando non abbiamo voglia di cucinare. Chiedeteci: i consigli migliori non sono su internet.

Il modo giusto di vedere Piacenza è camminare senza un piano, ma sapere già dove si pranza.

Se avete la mattina invece del pomeriggio

Il mercato di Piazza Duomo, il mercoledì e il sabato mattina, è la versione non turistica di tutto quello che sopra è scritto in modo ordinato. Bancarelle, formaggi, verdure, gente che discute. Finisce verso l'una.

E se avete la macchina e mezza giornata in più, i Colli Piacentini cominciano a venti minuti: Castell'Arquato, borgo medievale in salita, con una rocca e una piazza che sembra costruita per una fotografia. È la gita che consigliamo più spesso, e nessuno è mai tornato scontento.

In pratica

  • A piedi: venti minuti dal B&B al centro, tutto piano.
  • In bus: linee N1 e N16, fermata a dieci metri dal cancello, dirette alla stazione.
  • In auto: il centro è a zona limitata, conviene lasciarla qui e camminare.
  • Quando: molti musei chiudono il lunedì. La domenica pomeriggio la città è silenziosa, in senso buono.

Vi serve un letto per la notte?

Due camere, colazione inclusa, venti minuti dal centro a piedi.